25 gennaio 2012

 

Gino Zucchini

 

Memoria di popolo, memoria individuale:

riflessioni psicoanalitiche.

 

La memoria è sempre un cimitero, nel senso che l'esperienza trascorsa un'ora fa, o un anno o un secolo fa non è più toccabile dall'istante in atto (percezione e azione) ed è perciò irrimediabilmente perduta. I soli risarcimenti per l'irrevocabilità del tempo sono i ricordi, figli della memoria.

Per questa ragione la memoria costa sempre una certa quota di dolore sano, al quale incautamente le singole persone (ma anche i popoli) cercano di sfuggire. Fin qui la tradizione filosofica e poetica sulla memoria.

Da parte sua il pensiero psicoanalitico (Freud, Ricordare, ripetere, rielaborare, 1914) con il concetto di memoria inconscia documenta i rischi della rimozione: un'esperienza (per lo più negativa) di cui il soggetto non ricorda coscientemente nulla, anzichè trovare la via della presa di coscienza, può imboccare la strada dell'azione cieca e della violenza.

La democrazia, tanto più nel tempo presente, ha bisogno della memoria.

 

Gino Zucchini è Medico, Psichiatra e Psicoanalista con funzione di Training della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. È stato Segretario Scientifico e Presidente del Centro Psicoanalitico di Bologna, nonché Segretario della Sezione Veneto-Emiliana dell'Istituto Nazionale del Training della SPI. 

Dal 2005 al 2009 è stato Membro della Commissione Deontologica della SPI.

Ha lavorato a lungo presso le istituzioni psichiatriche pubbliche di Bologna ed è stato Professore a contratto di Psicologia Dinamica presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Bologna. 

È esperto nell'ambito della giustizia minorile e del contenzioso civile.

Già Redattore della “Rivista Italiana di Psicoanalisi” e collaboratore della rivista “Psiche”, ha al suo attivo numerose pubblicazioni su libri e riviste specialistiche.