19 gennaio 2011

 

Stefano Tugnoli

 

Tra le pieghe dell’ombra.

Capire la depressione.

 

Con il termine “depressione” possiamo intendere genericamente una esperienza affettiva, uno stato d’animo di tristezza, anche momentaneo (“mi sento giù”), o un sintomo ben preciso in un contesto psicologico più complesso che include anche altri elementi del vissuto soggettivo e del comportamento che vanno a configurare una vera e propria sindrome depressiva, una condizione patologica.

L’esperienza della depressione, di una tristezza che sembra inconsolabile, dell’incapacità di reagire ad una difficoltà, è un evento che purtroppo può toccare ogni persona, prima o poi, nella vita. Oggi, nel mondo, circa 300 milioni di persone sono affette dalla depressione (dal 10% al 20% della popolazione adulta viene colpita dal disturbo depressivo nel corso della vita) e il 15% dei pazienti con diagnosi di grave disturbo depressivo muore per suicidio. Secondo stime della Organizzazione Mondiale della Sanità nei prossimi anni la depressione sarà la seconda più comune causa di malattia tra la popolazione.

La depressione non è però soltanto una malattia, una patologia da curare clinicamente, ma anche un aspetto dell’animo umano, parte integrante della vita affettiva di ognuno di noi. Sin dai tempi di Freud, la psicoanalisi ha ben compreso che la vicenda depressiva appartiene allo sviluppo psicologico di ogni individuo: tutti siamo stati bambini e, dalla nascita in poi, abbiamo incontrato inevitabili momenti di dolore emotivo.

L’approccio psicoanalitico consente di esplorare le complessità della vita affettiva e della patologia depressiva andando oltre la semplice descrizione dei sintomi e le classificazioni della psichiatria, oltre le spiegazioni di ordine biologico e genetico, che, per quanto importanti, non possono certo esaurire il campo della conoscenza sul disturbo psichico. La comprensione del mondo interiore della persona depressa deve tener conto dell’esistenza dell’inconscio e del fatto che la sofferenza, anche se attivata da eventi della vita attuale, ha le sue radici costitutive nel passato più lontano, nelle vicende affettive e relazionali dell’infanzia.

L’affetto depressivo attiene all’esperienza della perdita di qualcuno/qualcosa che risulta necessario per il mantenimento del benessere psicologico dell’individuo, e si caratterizza per una compromissione dell’autostima e per il coinvolgimento dell’aggressività, elemento presente in tutte le forme di depressione, anche se con rilievi e significati diversi. Parlare di “depressione” non significa infatti considerare una condizione psicopatologica unica, e la psicoanalisi contemporanea affronta il problema considerando le molteplici configurazioni di quel mondo interiore che sta “dietro le quinte” della sofferenza depressiva. Sentimenti di colpa, vergogna, inferiorità e abbandono, rabbia, vendicatività e masochismo morale -come vedremo- vanno a caratterizzare diversi modi dell’essere depressi, tanto nel vissuto soggettivo quanto nelle modalità di relazione con gli altri.

 

Stefano Tugnoli, medico, specialista in psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista membro associato della Società Psicoanalitica Italiana (componente dell’InternationalPsychoanalytical Association). Nel passato ha lavorato in diversi istituti di ricovero e dal 2001 al 2008 ha svolto attività come psichiatra presso il “Nucleo Ospedaliero Demenze” dell’Ospedale Privato Accreditato “Villa Igea” (Modena). Attualmente esercita la libera professione a Bologna e a Castelfranco Emilia e svolge attività didattica e di ricerca come professore a contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara.

Tra i suoi interessi scientifici lo studio della psicopatologia depressiva e dei comportamenti suicidari. Negli anni ‘90 ha partecipato allo Studio Multicentrico Europeo sul Parasuicidio, ricerca sulle condotte suicidarie della Organizzazione Mondiale della Sanità (gruppo di ricerca Regione Emilia-Romagna).  

Tra le pubblicazioni più recenti il manuale “Appunti di Psicologia dello Sviluppo” (Edizioni Aracne, Roma, 2009, in collaborazione con Federica Mastella e Marco Mastella) e il saggio di divulgazione psicoanalitica sulla depressione “Tra le pieghe dell’ombra. Capire la depressione” (Foschi Editore, Forlì, 2010).

 

Per saperne di più

-Arieti S., Bemporad J., La depressione grave e lieve, Feltrinelli Ed.

-Cupelloni P. (a cura di), La ferita dello sguardo, Franco Angeli Ed.

-Freud S., Lutto e Melanconia. In: Opere di Sigmund Freud, Vol.8, Boringhieri Ed.

-Gaylin W. (a cura di) Il significato della disperazione, Astrolabio Ed.

-Grinberg L., Colpa e depressione, Astrolabio Ed.

-Haynal A., Il senso della disperazione, Feltrinelli Ed.

-Jacobson E., La depressione, Martinelli Ed.

-Klein M., Contributo alla psicogenesi degli stati maniaco-depressivi. In: Scritti 1921-1958, Bollati

Boringhieri Ed.

-Lopez D., Zorzi L., Dalla depressione al sorgere della persona, Raffaello Cortina Ed.

-Palacio Espasa F., Depressione di vita, depressione di morte, Raffaello Cortina Ed.

-Winnicott D.W., La posizione depressiva nello sviluppo emozionale normale. In: Dalla pediatria

alla psicoanalisi, Martinelli Ed.

-Winnicott D.W., Il valore della depressione. In:Dal luogo delle origini, Raffaello Cortina Ed.

-Winnicott D.W., La posizione depressiva. In: Sulla natura umana, Raffaello Cortina Ed.