16 marzo 2011

 

Stefano Bolognini

Presidente della Società Psicoanalitica Italiana

 

Psicoanalisi della vita quotidiana

 

Mi sveglio al mattino e scendo al bar a prendere il caffè, con in testa le immagini di un sogno strano e incomprensibile che si intrecciano con i pensieri sulla giornata che mi aspetta. Accompagno il mio cane nel parco. Passeggio per i portici del centro. Vado al lavoro, mi arrabbio nel traffico e ritorno a casa alla sera, magari pregustando una buona cena e il meritato riposo.
Situazioni e gesti quotidiani, banali potremmo dire, senza significato.
Senza significato?
In ogni istante della nostra esistenza siamo testimoni di incontri, vicende, accadimenti esterni ed interni che danno colore alla quotidianità, spessore alle nostre vite. Ma non sempre ce ne accorgiamo.
Così come non ci accorgiamo che tanti comportamenti, non meglio spiegabili dalla razionalità, sono riferibili alla nostre vicende interiori più profonde, ai nostri angosciosi conflitti e ai modi che la mente utilizza per difendersi dal dolore emotivo. L’inconscio è sempre “in servizio”, compagno di viaggio più o meno silenzioso della nostra quotidianità, nel bene e nel male delle nostre più diverse esperienze.