10 marzo 2010

 

Luca Nicoli e Stefano Tugnoli

 

Psicoterapia e Psicoanalisi:

parole che aiutano, relazioni che curano.

Quando l’incontro tra due persone è terapeutico?


La cura del disagio psicologico non si esaurisce con l’impiego dei farmaci, ma vede nell’intervento psicoterapeutico uno strumento altrettanto importante e decisivo per l’aiuto che il paziente può ricevere dallo specialista: il farmaco, interagendo con i complessi meccanismi neurochimici del sistema nervoso centrale, agisce controllando i sintomi che fanno soffrire l’individuo; la psicoterapia si propone di affrontare i problemi e i confitti interiori che stanno alla base di quella sofferenza.

Spesso le persone sono confuse, poco o male informate relativamente alla molteplicità delle terapie psicologiche oggi disponibili; può risultare difficile sapere a chi rivolgersi nella ricerca di aiuto e la pressione della sofferenza alimenta uno smarrimento che può disorientare nella “babele” dei tanti orientamenti terapeutici. Tra questi la psicoanalisi, disciplina troppo spesso mistificata dai mezzi di informazione, poco conosciuta e fraintesa tra luoghi comuni e false credenze.

In realtà la psicoanalisi si propone come metodo di cura efficace, strumento di conoscenza della vita mentale e teoria generale del funzionamento psichico; soprattutto basa la formazione del futuro psicoanalista su un training approfondito e rigoroso, che richiede, dopo la laurea in medicina o in psicologia, molti anni di impegno e di intenso coinvolgimento personale, affettivo prima ancora che intellettuale e culturale. Questo percorso formativo è garantito da una istituzione (la International Psychoanalytic Association, fondata da Freud nel 1910, che accorpa le società psicoanalitiche presenti nei diversi paesi) che oggi conta circa 12000 membri in tutto il mondo (circa 900 in Italia), attivamente coinvolti in un confronto teorico-clinico complesso e articolato, finalizzato a comprendere sempre meglio le forme del disagio psicologico della contemporaneità e a precisarne le modalità di cura più adeguate attraverso la relazione con il paziente.

Non si dà psicoanalisi senza il riconoscimento di una vita mentale inconscia; senza considerare l’importanza del passato individuale e della sessualità infantile nel definire le basi della personalità dell’adulto; del ruolo che hanno conflitto interiore, angoscia e difese mentali nel funzionamento psichico sano e patologico. Nel contesto di una “messa a fuoco” degli aspetti problematici di questo tema, le argomentazioni proposte in questa serata articolano un discorso centrato soprattutto sul valore e sul significato della psicoanalisi quale metodo terapeutico che, “strutturalmente”, non limita la propria azione alla cura del sintomo, ma passa attraverso la relazione con la persona che soffre e ne incontra la soggettività, prendendosi cura dell’individuo nella sua irriducibile singolarità.